Sola con Lui

Oggi mi sento sola. Non tanto e non in senso assoluto, ma ho questo leggero velo di tristezza addosso, per cui ho deciso che darò la colpa alla neve al buio. La neve di giorno è allegra e innamorata, la neve di sera è soltanto fredda. Deep beneath the cover of another perfect wonder where it’s all white as snow.

In realtà non mi sento propriamente sola, però mi manca Lui. E non è una mancanza piacevole, di quelle “Oddio, non vedo l’ora di vederti!”, è una mancanza del tipo “Ho paura che tu non mi voglia davvero, ho paura di non essere abbastanza, che insieme non siamo un buon incastro, che finirà ancora prima di cominciare davvero”. Ed è una sensazione strana, perché Lui mi piace tanto. Veramente tanto. Parliamoci chiaro, è la prima persona di cui m’importi un accidenti da Vale. È la prima persona di cui m’importi qualcosa in tre anni, tre anni in cui ho sinceramente temuto di essere sentimentalmente morta più di una volta.

Ciononostante, oggi mi sembra che L’Altro mi andasse meglio, fosse la taglia azzeccata. L’Altro di cui non m’importava nulla, amico di un caro amico, sesso formidabile, ma interi giorni senza un cenno di vita reciproco. L’Altro con cui avevo una relazione aperta, se relazione poteva chiamarsi, una scopamicizia, perché un po’ d’amicizia alla fine c’era, ma senza gelosie, senza mal di cuore, senza complicazioni. L’Altro, che pur con tutte le altre persone che frequentavamo, continuava a farmi sentire voluta. Non ho mai messo in dubbio che mi volesse, e alla fine, nemmeno che mi volesse bene – né quando non ci scrivevamo, né quand’eravamo insieme e glielo vedevo negli occhi e glielo sentivo nei gesti. Salutarlo prima di partire è stata una bella chiusura, non c’è stato dolore, non c’è stata ansia, solo un po’ di malinconia e una forte sensazione di “Ma sì, ti rivedrò prima o poi”.

Con Lui, invece, ogni messaggio sa di “Io ti voglio più di quanto tu non voglia me”, ogni telefonata ha il sapore dell’ultima, e mi sembra tutto così sterile, tutto così superficiale. È paradossale: siamo in grado di parlare per ore di argomenti pazzeschi, allucinanti, profondi, anche pesantissimi, che quasi mi verrebbe da dire, che diavolo! Dopo pochi mesi di frequentazione non si toccano cose del genere nemmeno alla lontana. Eppure, non sembra mai personale. È sempre un parlare per massimi sistemi, un filosofeggiare, una costante sfida mentale che mi piace, mi piace da impazzire, ma forse no. Perché poi, a fine telefonata, non so come stai, non so cosa hai fatto oggi e che farai stasera. Perché Lui ed io ci siamo conosciuti in una parentesi, in una città in cui eravamo entrambi per un tempo limitato, e quindi la vita lì era facile. Ma ora siamo tornati a casa, e provare a funzionare significa ritagliarci spazi l’un l’altra nella propria vita. Perché avevi una vita prima di me, e ora devi trovare modo d’infilarmici, se vuoi. Ecco, è proprio questo: la sensazione che Lui non voglia si fa sempre più forte. Non con cattiveria, e probabilmente neanche consapevolmente, ma vedo più la voglia di provare e la paura che a breve non sapremo più cosa dirci si fa sempre più forte.

Perché Lui è dolce, è tenero, e quando siamo stati insieme era quasi romantico, ma sembra che lo faccia più per l’idea di dolcezza che non per me. Perché è il primo a farmi agli auguri di compleanno, o a chiamarmi a precipizio se legge che sto male, ma poi, la realtà dei fatti è che non ci vediamo da Novembre e non so quando ci rivedremo. La realtà dei fatti è che non mi ha mai detto che gli manco, o che vorrebbe vedermi, se non con un considerevole quantitativo di alcol in corpo.

E voglio dargli, darmi e darci tempo, davvero, perché è tutto nuovo, è tutto giovane e sconosciuto, e magari sto esagerando, sicuramente sto esagerando, figurati se ora non passa; ma sono stanca. Sono stanca perché è tutto incerto, è tutto un cambiamento, ed io non ero più abituata a desiderare qualcuno a fianco per dormire, tantomeno a realizzare che mi manca essere abbracciata, la mattina nel dormiveglia.

Per favore, vienimi incontro. Sono così fragile in questo momento, fammi vedere che ne vale la pena. Perché lo so che sopravvivo senza, lo so che sono stata senza fino all’altro ieri e ce la farei benissimo a stare senza da domani, ma stavolta, solo stavolta, vorrei tenerti. Ti va di tenere me?

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